La conquista della felicità

La conquista della felicità

A meno di un miracolo che renda possibile la coincidenza delle rispettive predilezioni, la relazione intima ci sottrae inevitabilmente parti di noi stessi, inclinazioni e piaceri nostri costruiti in una vita, per sostituirli, come un frullato di frutta male assortita, con un gusto comune, un sentire comune, che di comune ha il solo fatto di esserlo nell’accezione di mediocre, dozzinale.

Quello che è peggio è che l’intero processo di decadimento avviene a insaputa della nostra coscienza. Che, anzi, sedotta dall’Idea dell’Amore, ci rimanda una più alta e spirituale considerazione di noi stessi: finalmente amiamo e ci sentiamo amati. Così, un mattino di sole apriamo gli occhi e ci ritroviamo lì, tra le braccia della nostra bella, a ascoltare gli Abba al posto dei Tangerine Dream. E mentre tra reciproci sorrisi canticchiamo coralmente Mamma mia, non ci rendiamo conto che stiamo scambiando la conquista dell’idiozia con quella della felicità.

 

Brano tratto da Madam, tutt’un’altra storia, primo volume della mia Trilogia Siamese

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